Finalmente una buona notizia

leggendo il bell’articolo articolo di JONATHAN FAHEY, ”Shocker: Power Demand From US Homes Is Falling” (http://abcnews.go.com/Business/wireStory?id=14465558) ho trovato un’informazione veramente importante.

Grazie in parte alla crisi economica e soprattutto all’elettronica moderna il tasso di crescita del consumo domestico di energia elettrica nel primo mondo (per estrapolazione dei dati e delle previsioni rilasciate da Electric Power Research Institute - EPRI [http://www.epri.com/] sul mercato americano)  è in netto e ben definito calo:

Dal 1980 al 2000 i consumi sono cresciuti del 2,5% ma dal 2000 al 2010 il tasso di crescita è rallentato al 2%; secondo le stime EPRI il tasso di crescita dovrebbe ulteriormente calare dello 0,5% per tutto il prossimo decennio.

In pratica nonostante o forse grazie ad una sempre più pervasiva presenza di elettronica domestica più efficiente i consumi elettrici nei prossimi anni dovrebbero effettivamente iniziare a calare.

Veramente una buona notizia per un mondo in affanno che veramente sta imparando a “fare di più con meno”.

Settimana scorsa Trento ha ospitato il convegno RE11 (www.re11.org).

Motivato dall’eccezionalità e incuriosito dall’agenda mi sono ritagliato un po’ di tempo per seguire alcuni degli interventi e posso affermare che per fortuna porterò con me alcune idee veramente interessanti; anche se il livello generale è “accademico” e sono stati presentati molti Paper che si aggiungono al mostruoso corpo di conoscenze prodotto e raccolto da IEEE (http://ieeexplore.ieee.org ha superato i 3 milioni di documenti).

Molti degli interventi sono particolarmente rilevanti nei settori dell’informatica industriale, ma alcune generalizzazioni torneranno utili anche nel nostro segmento di pura Informazione. Uno su tutti (Keynote Speach: Proving the shalls in Practice, Michael Whalen, University of Minnesota) ha evidenziato come una corretta analisi dei requisiti e algoritmi di verifica formale dei modelli implementati permettono di identificare sia errori di modellazione che, in egual misura, incongruenze nei requisiti la cui correzione anticipata permette significative economie nelle fasi di sviluppo e test di sistemi complessi. Whalen ha utilizzato come esempi i sistemi di bordo degli ultimi modelli di aeroplano che hanno visto una crescita esponenziale del numero di parametri e stati possibili; in particolare il suo laboratorio ha analizzato le specifiche di due progetti con rispettivamente 1021 e 1037 stati possibili.

Il premio per il miglior Paper della conferenza (Power and Politics in Requirements Engineering: A Proposed Research Agenda. Alastair Milne, Neil Maiden) è stato però assegnato a due ricercatori inglesi che hanno iniziato ad analizzare in modo formale le dinamiche di “Potere” e “Politica” che controllano in modo solo apparentemente “irrazionale” il processo di definizione degli obiettivi prima e dei requisiti funzionali che effettivamente vengono formalizzati per il progetto.

Il linea con la mia esperienza personale e con i miei interessi ho trovato più di una presentazione incentrata sulla gestione degli stakeholder (Requirements Engineering and Stakeholder Management in the Development of a Consumer Product for a Large Industrial Customer. Jens Bæk Jørgensen, Kim Nørskov, Niels Mark Rubin) e sulla Conoscenza Tacita (Tacit Knowledge in Requirement Engineering – Pannel Session).

La sfida è aperta e non ci sono soluzioni preconfezionate, ma rassicura avere conferma anche dall’accademia di non essere i soli a dover identificare e risolvere questi problemi nella realizzazione di progetti Enterprise.

Tomaso

 

ArcFM ha inoltre altri due strumenti molto utili, uno per le ricerche di oggetti in mappa (ArcFM Locator) e uno per l’editing degli attributi (ArcFM Attribute).

Una volta provati questi due strumenti è estremamente difficile farne a meno

(per maggiori informazioni http://resources.arcfmsolution.com/ArcCatalogTools/webframe.html

sezione http://resources.arcfmsolution.com/DesktopUsing/Locator_Tool.html)

ArcFM Locator permette la ricerca di features nelle mappe. É un comando molto efficiente e configurabile in base alle esigenze degli utenti. Permette di trovare oggetti specifici e oggetti relazionati.
Questo strumento ha 5 tipologie di ricerche:

  • ArcFM Display Field: permette di effettuare ricerche su tutti  i layers presenti in mappa attraverso il campo di Visualizzazione primaria o chiave primaria che viene precedentemente impostato dall’Amministratore di sistema). É una tipologia di ricerca che permette di effettuare ricerche più veloci in mappa (es. se un utente del SIT di un comune effettua spesso ricerche sulle vie, potrebbe essere utile settare come campo Chiave Primaria il campo Toponimo e usare questo strumento per la ricerca delle strade al posto del classico strumente Select by Attribute di ArcMap)
  • Attribute Query: permette di effettuare ricerche su tutti i layers presenti in mappa e  su tutti i campi di ciascun layer (è il corrispondete strumento di ArcFM allo strumento Select by Attribute di ArcMap) ma ha una visualizzazione dei campi più intuitiva
  • Object Query: permette di effettuare ricerche su layers presenti in mappa e in particolari campi impostati  precedentemente dall’Amministratore di sistema (es. se un utente del SIT di un comune effettua spesso ricerche sulle Particelle catastali, dato che i campi di ricerca sono sempre gli stessi (Foglio e Numero) potrebbe essere utile settare solo questi due campi come campi di ricerca
  • Feeder Manager: permette di effettuare ricerche in base al Feeder Manager (questo strumento è specifico per utenti di reti elettriche)
  • XY Coordinates: permette di effettuare ricerche in base alle coordinate

Tutte queste tipologie di ricerche rispettano le Joins tra tabelle e permettono di vedere i risultati anche direttamente nella form di ricerca dell’ArcFM Locator (vedi immagine sottostante)

Disegnare in ArcGIS/ArcFM

1) CONFIGURAZIONE AMBIENTE DI SNAP

(per maggiori informazioni http://resources.arcfmsolution.com/ArcCatalogTools/webframe.html

sezione http://resources.arcfmsolution.com/ArcCatalogTools/SnappingManager.html)

ArcFM permette di configurare l’ambiente di lavoro per massimizzare la produttività degli operatori

Una delle configurazioni più utili per l’editing è quella dell’ambiente di Snap. L’ambiente di snap tramite ArcFM è configurabile a priori attraverso ArcCatalog ed è configurabile per ogni singoli livello informativo. Tale configurazione dell’ambiente di snap sarà richiamata automaticamente quando si procede a disegnare le feature in mappa. L’ambiente di snap può comunque essere variato durante le normali attività di editing a seconda delle particolari esigenze degli utenti  ma la configurazione generale rimane settata e si ripropone ogni volta che si entra in modalità di editing ed è comune a tutti gli utenti.

 2) ARCFM ATTRIBUTE

(per maggiori informazioni http://resources.arcfmsolution.com/ArcCatalogTools/webframe.html

sezione http://resources.arcfmsolution.com/ArcCatalogTools/Change_ArcFM_Display_Field.html

sezione http://resources.arcfmsolution.com/ArcCatalogTools/Change_Field_Order.html)

ArcFM consente all’utente anche una più facile consultazione e modifica degli attributi di un determinato elemento di una Feature Class. Questo attraverso ArcFM Attribute Editor che mostra direttamente i campi degli attributi solo dell’elemento selezionato.

ArcFM Attribute  è composto da 3 Tab:

  •  Selection: mostra gli elementi selezionati in mappa raggruppati in base alla Feature Class di appartenenza, nonchè eventuali relazioni (selezionando nella parte superiore della form un elementi di mappa,  nella parte inferiore vengono mostrati i suoi attributi
  • QA/QC: mostra i risultati delle procedure di validazione dei dati
  • Target: tab attivo solo durante la sessione di editing e ottimo strumento per l’editing perchè recepisce l’ambiente di snap preconfigurato per ciascuna feature, è una memoria virtuale all’interno della quale possono essere visualizzate le features o i favoriti (sono feature scelte precedentemente dall’utente) che si desidera aggiungere in mappa. Target Tab è che permette di modificare prima i campi e poi disegnare la features e attiva direttamente l’ambiente di Snap configurato precedentemente per ciascun layer dall’Amministratore di Sistema.

La finestra è composta da due sezioni:

  • la sezione superiore mostra l’elenco degli elementi selezionati raggruppati per layer
  • la sezione inferiore mostra tutti i campi della feature selezionata e i loro valori 

I singoli valori degli attributi possono essere facilmente cambiati (i valori cambiati diventano blu). La differenza rispetto all’Attributes si ArcMap consiste nel fatto che per rendere DEFINITIVE le modifiche è necessario cliccare il bottone Update Attraverso ArcFM è anche possibile rendere i campi non editabili dagli utenti (campi GRIGI).

I campi editabili dall’utente sono BIANCHI

L’aggiornamento degli attributi con ArcFM può essere fatto sullo stesso campo di più feature contemporaneamente

3) AGGIORNAMENTO MASSIVO DEGLI ATTRIBUTI

(per maggiori informazioni http://resources.arcfmsolution.com/DesktopUsing/webframe.html

sezione    http://resources.arcfmsolution.com/DesktopUsing/MassAttributeUpdate.html)

ArcFM Mass Attribute è un altro strumento di ArcFM che permette di modificare contemporaneamente a più Feature l’attributo di un campo ma a differenza dell’Editing Attributi di ArcMap le modifiche DEVONO essere confermate per essere salvate nel database

4) FAVORITE E COMPOSITE FAVORITE

( per maggiori informazioni http://resources.arcfmsolution.com/ArcCatalogTools/webframe.html

sezione http://resources.arcfmsolution.com/ArcCatalogTools/ArcFM_Favorites_Manager.html)

In modalità di editing con ArcFM si attiva nella TOC un’ulteriore scheda “Features” che raccoglie l’elenco di tutti gli oggetti che si possono disegnare  (feature o Favorite). Favorite  sono features preconfezionate con campi pre compilati. Favorite sono utili se nella normale attività di lavoro si devono disegnare tante feature con attributi uguali. Favorite risparmiando tempo e a volte anche errori.

Scegliendo una feature nella Feature Tab questa viene portata automaticamente nella scheda Targets tab dell’ ArcFM Attribute Editor e simultaneamente tutto l’ambiente  di disegno viene configurato per il disegno  di questo oggetto (Edit Task, Target Layer, Ambiente di Snap)

Logica ArcFM

(per maggiori informazioni http://resources.arcfmsolution.com/DesktopUsing/webframe.html

sezione http://resources.arcfmsolution.com/DesktopUsing/StoredItems.html

sezione http://resources.arcfmsolution.com/DesktopUsing/StoredItemsList.html)

Lavorare nel settore delle Multy Utilities con ArcFM e per il SIT di un ufficio comunale con ArcMap mi ha fatto vedere chiaramente le possibili potenzialità di uno strumento come ArcFM, nato per un settore specifico, anche per gli utenti di settori differenti.

Chiaramente essendo gli obiettivi differenti molte delle specifiche funzinalità di ArcFM non saranno utilizzzate da normali utenti/operatori ArcMap, ma sono presenti comunque delle funzioni e delle configurazioni che possono velocizzare e migliorare il lavoro quotidiano.

In sintesi ArcFM  è un sistema modulare di gestione territoriale delle reti tecnologiche capace di rispondere a tutte le esigenze presenti e future delle più competitive aziende multi utility ma ha in se una serie di strumenti che possono essere estremamente utili anche per l’uso normale di ArcMap all’interno, Questo perchè ArcFM estende e migliora le funzionalità di ArcMap ottimizzando il lavoro quotidiano, estende ArcMap con funzionalità di login e controllo accesso utenti in modo che ogni modifica apportata alle banche dati può essere documentata in modo trasparente e automatico, raccoglie e protegge in un database centralizzato (può essere anche un Personal Geodatabase) tutte le impostazioni d’uso centralizzazione di layout, gruppi legenda e interi progetti di sistema lasciando ai singoli utenti impostazioni personali

Soprattutto ArcFM permette di configurare l’ambiente di lavoro per massimizzare la produttività degli operatori

ArcFM si basa su alcuni concetti fondamentali e può essere estremamente utile anche ad un qualsiasi utente ArcMap:

  • Stored Displays sono dei modi convenzionali di vedere graficamente i dati presenti all’interno del GeoDataBase, una volta creati vengono ricaricati sempre nello stesso modo, con gli stessi dati, con la stessa tematizzazione, con le stesse impostazioni di snap –> sostituiscono gli mxd
  • Page Template definiscono una pagina di stampa. In un Page Template vengono definite le dimensioni, l’orientazione e gli elementi grafici presenti sulla pagina di stampa oltre allo stile ed al formato della pagina stessa –> i page template vengono definiti una sola volta e possono essere richiamati successivamente tutte le volte che un utente ha la necessità di stampare una mappa tematica
  • Documents rappresentano un documento di stampa multimappa all’interno del quale possono essere inserite mappe differenti ed elementi grafici che personalizzano la stampa.  In un Documents si salva anche la vista corrente,  Dati View e Layout view e le proprietà dei layers stessi nonché le impostazione della stampa. Questo strumento proprio di ArcFM potrebbe essere una valida alternativa alla creazione di diversi .mxd di stampa risparmiando tempo e spazio.
  • Favorites permettono di salvare ed organizzare in modo predefinito gli oggetti di mappa da disegnare migliorando e velocizzando il lavoro quotidiano

L’utilizzo di Stored DisplayPage Template, Documents eviterebbe la creazione e il salvataggio di molti progetti .mxd perché i dati sarebbero salvati e memorizzati tutti all’interno dello stesso geodatabase e facilmente caricabili da qualsiasi utente senza dover sapere necessariamente dove sono salvati i dati. L’uso dei Page Template permette di velocizzare la stampa delle mappe avendo già preconfigurato e salvato tutti quegli elementi necessari (titolo, scala, legenda, freccia del nord,) senza che un operatore/utente debba crearli ogni volta. L’uso dei Favoriti è forse l’elemento meno importante, non per la loro funzione e praticità, ma solo in rapporto alla quantità di dati che solitamente vengono editati all’interno di una multy utilities rispetto a quello di un SIT.

Tutti questi concetti hanno una logica comune, possono essere:

  • di Sistema: possono essere creati solo da utenti autorizzati e la loro funzione principale è quella di rappresentare ambienti di lavoro standard a disposizione di tutti gli utenti, con anche tutte le loro proprietà (es. simbologia, scala, label, etc.)
  • di utente: possono essere creati da singoli utenti per creare un ambiente di lavoro personalizzato in base alle singole esigenze

  

Tab Tracciatura

WebGIS Silverlight ArcFM Server oltre ad offrire le normali funzioni di navigazione e consultazione dei dati nel web permette anche di effettuare analisi di Tracciatura delle Reti (elettrica, gas, acqua) attraverso specifiche toolbar

(per maggiori informazioni http://resources.arcfmsolution.com/ServerUsing/webframe.html

sezione http://resources.arcfmsolution.com/ServerUsing/TracingTab.html)

E’ inoltre possibile configurare le Trace:

per informazioni http://resources.arcfmsolution.com/ServerConfig/Configure%20Tracing.html

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WebGIS Silverlight ArcFM Server rispetta le impostazioni dei Layers e dei loro campi cosi come sono definiti all’iterno dell’mxd semplificando la visibilità Lato Client

Quando si espande la legenda si nota che è possibile attivare o disattivare il layer

(per informazioni http://resources.arcfmsolution.com/ServerSDK/webframe.html?IdentifyVisibility.html)

L’ArcFM Server Viewer toolbar è disponibile nella parte superiore della mappa e nella parte inferiore di ogni scheda

( per maggiori informazioni http://resources.arcfmsolution.com/ServerUsing/webframe.html

sezione http://resources.arcfmsolution.com/ServerUsing/Toolbar.html)

 Per provare http://server.arcfmsolution.com/silverlight/sampleviewer/

Map Display

(per maggiori informazioni http://resources.arcfmsolution.com/ServerUsing/webframe.html

sezione http://resources.arcfmsolution.com/ServerUsing/MapDisplay.html)

In mappa le Features selezionate vengono marcate con dei cerchi colorati (marker) con numerazione crescente. Se il livello di zoom è troppo basso, i marker vengono raggruppati in uno solo colorato di grigio con all’interno riportato il numero di feature che identifica

 

L’Attribute Viewer mostra gli attributi delle Features in tab separate. Ogni tab è identificata da un colore che aiuta a identificare le features in mappa. Se si seleziona un record nella tabella questo viene evidenziato in mappa

Layer: Gs Complessi –> cerchi arancioni

Layer: Gs Linee di Distribuzione –> cerchi verdi

Layer: Gs Valvole –> cerchi verdoni

Layer: COMUNI–> cerchi rossi

 

altre funzioni

 

 Per provare http://server.arcfmsolution.com/silverlight/sampleviewer/

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