In molte situazioni si rende necessario tagliare uno spezzone di rete, tubo o cavo che sia.

La piattaforma ESRI \ ArcFM mette a disposizione due diversi metodi per eseguire questo taglio:

  • Split
    in questo caso l’oggetto originale viene eliminato e al suo posto ne vengono creati due nuovi
    L’objectID originale non viene più utilizzato e se ne introducono altri due
  • SplitwithUpdate
    in questo caso l’oggetto originale viene ridimensionato e il secondo spezzone viene creato ex novo
    L’objectID originale continua ad esistere con nuova forma geometrica e ne viene creato uno solo nuovo
Con le ultime versioni di ArcGIS il metodo di default è SplitwithUpdate, Split semplice è accessibile tramite programmazione ArcObjects
Con ArcFM il metodo di default è Split ma grazie alla piattaforma di configurazione è possibile decidere quale metodo usare per ogni singola Feature Class attraverso l’assegnazione del model name ESRI_SPLITWITHUPDATE 
Prima di decidere quale metodo è più corretto utilizzare è importante valutare con attenzione gli effetti collaterali attesi nei due casi in merito alle seguenti funzionalità
  • Versioning 
  • Archiving 
  • Metadati Utente e Data Creazione 
  • altri attributi valorizzati da autoupdater assegnati alla creazione piuttosto che alla modifica degli oggetti
  • Relationship Class basate sui campi ObjectID

Per un approfondimento sui metodi ArcObjects consultare

http://help.arcgis.com/en/sdk/10.0/arcobjects_net/componenthelp/index.html#//0025000002zt000000 

oppure http://edndoc.esri.com/arcobjects/9.2/ComponentHelp/esriGeoDatabase/IFeatureEdit2_SplitWithUpdate.htm

SplitWithUpdate divides polylines by points or polygons by polylines, other kinds of split geometries are not supported (see IGeometry::GeometryType property for an enumeration of geometry types). Unlike the IFeatureEdit::Split method, SplitWithUpdate does not delete the original feature and insert two new features. When a feature is split, its geometry is modified and a new feature, with a new ObjectID, is inserted comprised of the remaining geometry. The geometry of the original feature will be modified to represent the largest section of the split geometry. For example, if a polyline is split at 60% along its length, the original feature’s geometry will be modified to represent the 60% section and a new feature will be created with a geometry representing the remaining 40%.


ArcGIS  10.1  ha introdotto un nuovo strumento per l’Editing: i Feature Template

I Feature Template definiscono tutte le informazioni richieste per la creazione di nuove feature:

  • layer dove la feature deve essere creata
  • gli attributi con cui la nuova feature deve essere creata (o almeno alcuni)
  • il default tool usato per creare le feature
e
  • sono basati sulla simbologia corrente
  • sono inizialmente creati da ogni layer visibile ed editabile  presente nella TOC
  • possono essere editati, eliminati, copiati o creati
  • i Costruction Tools cambiano a seconda del tipo di feature
  • ogni Template ha un suo default tool
  • ArcMap ricorda i suoi Template e come sono organizzati
  • se si aggiunge un nuovo layer è necessario aggiungere un nuovo Template
  • ogni layer può avere multiple Template
  • se un layer è spento nella TOC non compaiono i suoi Template nella finestra di editing

I Features Template sono simili agli ArcFM Favorite

La sostanziale DIFFERENZA  è che gli ArcFM Favorite sono salvati e centralizzati all’interno del database mentre i Features Template sono salvati all’interno dell’mxd

Durante le normali attività di Editing si è anche riscontrato che utilizzando gli ArcFM Favorites alcuni strumenti di editing di ArcGIS 10.1 (es. Trace) NON si abilitano

  Per ovviare a questo esistono tre metodi:

1)  tornare alla toolbar di editing di ArcGIS 9.x disabilitando l’opzione Create Features using template 

Per passare dalla modalità “classica” alla modalità dei Feature Template e viceversa è necessario andare nella directory di installazione di ArcGIS nella cartella Utilities ed eseguire l’applicazione  AdvancedArcMapSettings.exe.

Andare nella tab Editor e disabilitare/abilitare l’opzione Create features using templates

 

2)  usare la Create Features di ArcGIS 10.x al posto dell’ArcFM Attribute SOLO se si vogliono attivare tali strumenti

 3) Andare ad aggiungere nella toolbar di Editor lo strumento Trace Tool che permette l’uso del “vecchio” strumento di Trace della versione ArcGIS 9.x. Questo comando è attivo scegliendo le feature dai Favorite

 In questo modo l’icona Trace diventerà attiva usando l’ArcFM Attribute per l’editing delle Features class

 NOTA: se si interrompe/finisce una sessione di Editing e poi si rientra le feature che rimangono nei preferiti non attivano lo strumento di Trace, bisogna risceglierlo dai Favorite

Nelle Trace Options (apribili attraverso la O della tastiera) è possibile impostare l’OFFSET di tracciamento del tubo ( 30 metri a destra o sinistra del bordo strada) e settare anche la lunghezza massima della linea che si sta inserendo in mappa.

Questo potrebbe risultare utile se si conosce la lunghezza del tubo dalla contabilità



 

MUUG Catalog Retriever è uno degli strumenti configurabili presenti nella piattaforma Italiana di Gestione Reti Tecnologiche MUUG

Questo Custom Editor utilizza una relationship class e una tabella presente nel GeoDataBase (nel caso preconfigurato GsTbCatalogoTubi)

Il custom editor assegnato al campo attiva nella Form ArcFM Attribute Editor un bottone [...]

che permette di aprire la form di scelta voce di catalogo Catalog Retriver

Tramite questa form dinamica è possibile ordinare e filtrare la tabella di catalogo sui campi disponibili

Oltre ad assegnare il codice di corrispondenza (CODICEMAGAZZINO),
se nella tabella di catalogo sono presenti campi di nome uguale (Produttore, RivestimentoEsterno, diametronominale, diametrointerno, …)
i valori del catalogo vengono trascritti nei corrispondenti campi del Tubo

Quanti e quali campi gestire realmente nel catalogo è configurabile secondo le esigenze degli utenti, basta aggiungere e togliere campi dalla tabella di catalogo

Gruppo Dolomiti Energia ha attivato un nuovo servizio online per la gestione automatizzata delle richieste di nulla osta alla connessione alle reti di servizi.

Per ottenere il rilascio di nuove Concessioni Edilizie e DIA progettisti e costruttori in Trentino devono presentare alle Amministrazioni Comunali il “Nullaosta alla Connessione Reti” rilasciato da “Dolomiti Reti” e “SET Distribuzione”.

Invece di presentare documentazione cartacea presso le sedi della società è possibile compilare online il modulo di richiesta nullaosta direttamente sul portale delle diverse aziende del gruppo utilizzando il link gestione nulla osta connessione reti.

Grazie a questo modulo integrato e unico per tutti i servizi (Energia Elettrica, Gas, Acqua e Acque Reflue) si è semplificata molto la gestione delle richieste e si riesce a preparare il terreno per quando progettisti e costruttori dovranno contattare il Call Center Trenta per avere un preventivo per l’acqua e l’energia elettrica di cantiere.

Grazie alle informazioni tecniche fornite con un singolo modulo di richiesta nullaosta i tecnici del gruppo predispongono il Sistema Informativo con quanto necessario per una più semplice gestione delle richieste di preventivo che andranno presentate alle società di vendita.

Contestualmente al rilascio del nullaosta viene infatti fornito un codice numerico (Codice Oggetto Allacciamento) che verrà utilizzato come codice univoco per attivare le richieste di preventivo.

Progettisti e costruttori in Trentino si saranno chiesti come mai le aziende “Dolomiti Reti” e “SET Distribuzione” stanno richiedendo la compilazione di questo nuovo modulo, la risposta è semplice; prima di questa innovazione era molto facile fare confusione nei preventivi di cantieri diversi e si potevano ingenerare ritardi di attivazione causati da imprecisione nelle pratiche aperte con il Call Center.

Per progettisti e costruttori il nuovo sistema online è estremamente semplice da utilizzare, collegandosi a gestione nulla osta connessione reti si trova un modulo in cui inserire tutte le informazioni necessarie a quantificare l’intervento edilizio dal punto di vista delle reti di servizio.

I dati caricati nel modulo online vengono controllati e superata questa verifica viene inviata al richiedente una comunicazione email di avvenuta presa in carico da parte dei reparti competenti; la pratica di rilascio nullaosta viene quindi portata avanti in parallelo dai diversi reparti interessati e quando tutte le parti sono complete si riceve la comunicazione con allegato il nullaosta “integrato”, con eventuali prescrizioni, da allegare alla pratica edilizia.

Se necessario i tecnici dei reparti prenderanno contatto via email o telefono per chiarire eventuali dubbi o richiedere informazioni aggiuntive.

NOTA BENE: la sezione Servizi Online è presente sia sul portale di Dolomiti Reti che su quello di SET Distribuzione ma il modulo di gestione nulla osta connessione reti da compilare è lo stesso e va compilato una volta sola per tutti i servizi gestiti da Gruppo Dolomiti Energia.

per maggiori informazioni Istruzioni per l’uso oppure chiamare il numero di telefono 0461/362266

First International Conference on:


 Space and Time

Enhancing resilience of communities and territories through smart technologies

29-30 October, Trento, Italy


http://www.briseide.eu/joomla/conference/conference-2012.html

Planning activities, as well as environmental or risk management scenarios require frequently updated repositories as well as provision of dynamic data.

Typical scenarios require being able to clearly identify data with the correct spatio-temporal scope, to filter out data that are not relevant in terms of temporal dimension and to perform a variety of processing tasks for analysis or simulation purposes. Smart services can provide the ideal technological solution to address a variety of requirements in domains such as energy, mobility, sustainability, inclusions.

Within this context the ICT-PSP project BRISEIDE “BRidging SErvices, Information and Data for Europe”, has explored how to extend current data/metadata models to be able to benefit from information available at high refresh rate as well as to be able to analyze evolution of phenomena over time, developing interoperable service technologies that can ensure access and processing of such spatio-temporal data for a number of potentially relevant smart services where spatial as well as temporal dimension are dealt with.

This conference marks the conclusion of the BRISEIDE project and, as part of the event the consortium will show their results. Within this initiative we are looking for high-quality works for presentation at the conference that introduce new ideas to the field and stimulate future trends or that show examples of use of spatio-temporal services.


The main topics of the event include, but are not limited to:

  • Smart services
  • Service infrastructures
  • Community-driven smart applications
  • Community resilience increasing technologies
  • Environmental information (incl. sensors)
  • Data/metadata models for spatio-temporal applications
  • Civil protection
  • Geovisual analytics
  • Spatio-temporal processing
  • Geoprocessing services
  • Spatio-temporal analysis
  • Web service orchestration
  • Standardisation efforts in related fields

Important Dates:

  • Extended Abstracts Due: 15 October 2012.
  • Authors Notified: 19 October 2012.
  • Conference: 29-30 October 2012.

Uno dei maggiori problemi nell’utilizzo della cache per i servizi di ArcGIS Server è quello della scelta delle scale a cui precalcolare la cache (Tile), e le corrispondenti esigenze di dimensionamento fisico dischi rigidi.

ArcGIS Server offre la possibilità di creare i tile della cache on demand: questa opzione, normalmente sconsigliato, puo’ essere utile se non è possibile individuare un periodo di tempo nel quale ArcGIS Server è sotto utilizzato e nel quale è possibile far calcolare le tile mediante processo batch o geoprocessing.

Avendo la necessità di dimensionare a tavolino la cache necessaria a gestire il catasto Trentino (1.6 Milioni di particelle catastali su un territorio ci circa 200 x 200 kmq) abbiamo fatto alcune ricerche di letteratura ma anche i canali ufficiali ESRI non hanno dato indicazioni quantitative sulla dimensione effettiva della cache di un servizio. Continue reading »

Settimana scorsa Trento ha ospitato il convegno RE11 (www.re11.org).

Motivato dall’eccezionalità e incuriosito dall’agenda mi sono ritagliato un po’ di tempo per seguire alcuni degli interventi e posso affermare che per fortuna porterò con me alcune idee veramente interessanti; anche se il livello generale è “accademico” e sono stati presentati molti Paper che si aggiungono al mostruoso corpo di conoscenze prodotto e raccolto da IEEE (http://ieeexplore.ieee.org ha superato i 3 milioni di documenti).

Molti degli interventi sono particolarmente rilevanti nei settori dell’informatica industriale, ma alcune generalizzazioni torneranno utili anche nel nostro segmento di pura Informazione. Uno su tutti (Keynote Speach: Proving the shalls in Practice, Michael Whalen, University of Minnesota) ha evidenziato come una corretta analisi dei requisiti e algoritmi di verifica formale dei modelli implementati permettono di identificare sia errori di modellazione che, in egual misura, incongruenze nei requisiti la cui correzione anticipata permette significative economie nelle fasi di sviluppo e test di sistemi complessi. Whalen ha utilizzato come esempi i sistemi di bordo degli ultimi modelli di aeroplano che hanno visto una crescita esponenziale del numero di parametri e stati possibili; in particolare il suo laboratorio ha analizzato le specifiche di due progetti con rispettivamente 1021 e 1037 stati possibili.

Il premio per il miglior Paper della conferenza (Power and Politics in Requirements Engineering: A Proposed Research Agenda. Alastair Milne, Neil Maiden) è stato però assegnato a due ricercatori inglesi che hanno iniziato ad analizzare in modo formale le dinamiche di “Potere” e “Politica” che controllano in modo solo apparentemente “irrazionale” il processo di definizione degli obiettivi prima e dei requisiti funzionali che effettivamente vengono formalizzati per il progetto.

Il linea con la mia esperienza personale e con i miei interessi ho trovato più di una presentazione incentrata sulla gestione degli stakeholder (Requirements Engineering and Stakeholder Management in the Development of a Consumer Product for a Large Industrial Customer. Jens Bæk Jørgensen, Kim Nørskov, Niels Mark Rubin) e sulla Conoscenza Tacita (Tacit Knowledge in Requirement Engineering – Pannel Session).

La sfida è aperta e non ci sono soluzioni preconfezionate, ma rassicura avere conferma anche dall’accademia di non essere i soli a dover identificare e risolvere questi problemi nella realizzazione di progetti Enterprise.

Tomaso

 

All’indirizzo http://lab.sinergis.it/arcfmserver/ è accessibile agli utenti che desiderano fare qualche prova di utilizzo con WebGIS Silverlight ArcFM Server.

Questo moderno applicativo WebGIS utilizza ESRI ArcGIS Server, Telvent ArcFM Server e Client Silverlight con profilazione utente e alcune altre personalizzazioni Sinergis.

Per accedere è necessario utilizzare login e password.

Per accedere ad ArcFM Server è necessario effettuare l'autenticazione

Per accedere ad ArcFM Server è necessario effettuare l'autenticazione

Per una navigazione a funzionalità ridotta è possibile utilizzare le credenziali “ospite” con password “ospitesiraas2011

In collaborazione con Sinergis è possibile configurare ambienti personalizzati in cui utilizzare dati specifici e modificare le tematizzazioni utilizzate per ricreare un ambiente di demo più rispondente alle esigenze della singola organizzazione.

Il client si presenterà in modo diverso in base alla profilazione dell’utente connesso.

Oltre ai normali controlli tipici degli ambienti WebGIS:

  • Navigazione Mappa
  • Controllo Legenda Grafica con cui attivare\disattivare interi servizi oppure singoli layer
  • mappa di overview
  • mappa di dettaglio

è molto curato l’ambiente di esplorazione alfanumerica degli oggetti selezionati.

In particolare si invitano gli utenti a provare le seguenti funzionalità:

  • molteplicità di layer attivi e interrogabili simultaneamente
  • visibilità e ordine di visualizzazione dei campi degli oggetti selezionati è quella impostata nel GeoDataBase e utilizzata da ArcFM Attribute Editor
  • rappresentazione degli attributi sia tabellare che a scheda singola
  • menù contestuale per ogni oggetto selezionato: zoom, pan, rimuovi dalla selezione
  • export in formato XLS degli oggetti selezionati
  • possibilità di configurare criteri di ricerca
  • possibilità di navigare in consultazione ed esportare in XLS le relazioni alfanumeriche

Completano questa soluzione Enterprise i seguenti componenti

  • autenticazione e profilazione utente
  • motore di stampa con supporto layout multipli anche di grande formato
    l’elaborazione avviene lato client per non appesantire il server

Per ogni quesito e suggerimento non esitate a contattarci.

Tomaso

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